La certificazione Upec

La maggior parte dei prodotti da pavimento di Novoceram è contrassegnata da una sigla di otto caratteri [1] apparentemente misteriosa ma che, in realtà, ne sintetizza le caratteristiche tecniche e le possibilità di utilizzo. Si tratta della classificazione UPEC, ed è composta dalle lettere U, P, E e C, ognuna seguita da un numero (ad esempio, U4P4E3C2). Ma cos’è l’UPEC, e come si deve interpretare correttamente questa sigla?

 

Cos’è l’UPEC?

L’UPEC, classificazione per l’utilizzo dei prodotti da pavimentazione, è un sistema di classificazione funzionale che certifica se un determinato prodotto da pavimentazione sia adeguato all’utilizzo in un certo locale per una durata sufficiente e ragionevole, considerato che:

  • ogni locale è caratterizzato da differenti gradi di sollecitazioni meccaniche, fisiche e chimiche che contribuiscono al potenziale deterioramento della pavimentazione
  • ogni sistema di pavimentazione presenta diversi gradi di resistenza a tali agenti meccanici, fisici e chimici di deterioramento.
Si tratta quindi di un sistema applicabile a tutti i prodotti da pavimentazione e non caratteristico dei prodotti ceramici.

La classificazione dei locali e dei prodotti

La logica di funzionamento del sistema UPEC è semplicissima: ogni locale privato, commerciale o pubblico a prevalente traffico pedonale (non si riferisce quindi a pavimentazioni destinate alla circolazione frequente e prevalente di mezzi) è classificato sulla base delle sollecitazioni cui è verosimile sia sottoposto durante il normale utilizzo in base a quattro aspetti (le quattro lettere, appunto):

U: indica l’usura da calpestio, che si manifesta nell’abrasione vera e propria della superficie o anche soltanto nel cambiamento d’aspetto della superficie stessa (perdita di lucentezza, cambiamento di colore, ecc.) L’indice U può andare da 2 (minima sollecitazione) a 4.

P: (poinçonnement) indica le sollecitazioni meccaniche cui è prevedibile il pavimento sarà sottoposto da parte di oggetti immobili o in movimento sul pavimento (mobili, carrelli, attrezzature per la pulizia, ecc.) o in caduta sullo stesso (ad esempio, in cucina le pentole e le stoviglie). P va da un minimo di 2 (minima sollecitazione) a un massimo di 4s.

E: indica la frequenza della presenza dell’acqua sul pavimento, in particolare in relazione al sistema di lavaggio dello stesso. Va da un minimo di 1 a un massimo di 3.

C: indica la possibilità e l’intensità di presenza di sostanze chimiche che possono attaccare la pavimentazione e lasciare macchie indelebili. Va da un minimo di 0 (rischio minimo) a 2 (eccezionalmente 3 per locali particolari, come certi laboratori)

Tutti i locali sono stati classificati rispetto a questi quattro parametri. Quando un prodotto da pavimentazione (una nuova collezione di piastrelle di Novoceram, per esempio) viene inviato al CSTB (l’ente che rilascia la certificazione UPEC dei prodotti), questi esegue una serie predefinita di test che sono in grado di classificare le caratteristiche tecniche e funzionali del prodotto rispetto ai criteri U, P, E e C assegnando a ognuno un valore che rappresenta la capacità di tale prodotto di resistere alle relative sollecitazioni.

Sembra complicato ma è semplicissimo: basta scegliere un prodotto che abbia una classificazione UPEC uguale o superiore a quella richiesta nel locale di destinazione.

La lista completa di classificazione dei locali è disponibile sul sito del CSTB all’indirizzo http://webapp.cstb.fr/upec/Docs/cahier_3509.pdf. Questa classificazione è comunque in corso di revisione e una nuova versione del documento è prevista per l’inizio del 2015.

Due esempi

Ecco un esempio di classificazione di tre locali che hanno esigenze diverse:

– il bagno di un’abitazione privata: U2sP2E2C1. La sollecitazione dovuta al calpestio (U) è poco superiore al minimo previsto e quella all’usura meccanica (P) è al minimo. Ovviamente non è così per la frequenza di utilizzo dell’acqua, indicata E2 che significa “presenza d’acqua frequente ma non sistematica. Manutenzione ordinaria a umido, pulizia attraverso lavaggio.” Neppure la presenza di agenti chimici è a 0 (detergenti aggressivi, prodotti cosmetici, tinture…)

Un prodotto classificato – ad esempio – U3P2E2C2 è appropriato per questa destinazione. Un prodotto classificato U4P4E1C1 non lo sarebbe: è estremamente resistente al calpestio e alle sollecitazioni meccaniche (e quindi andrebbe bene) ma non è sufficientemente prestazionale per quanto riguarda la resistenza all’acqua (E1 invece che E2)

(Nota: si tratta di un caso ipotetico. In pratica, quasi tutti i prodotti da pavimento della gamma di Novoceram possono essere utilizzati in questa situazione. Tra i prodotti di Novoceram da pavimento certificati UPEC, soltanto alcuni articoli della gamma Iridium 20×20 in monocottura hanno un U inferiore a 3, mentre tutti hanno un P maggiore o uguale a 3 (fanno eccezione soltanto i listoni in formato 15×90). Tutti i prodotti di Novoceram hanno poi E = 3 e C = 2!)

i servizi igienici di un esercizio pubblico: U4P3E3C2. Nonostante si tratti ancora di un bagno, le sollecitazioni previste per questo tipo di locali sono molto più intense rispetto al bagno di un’abitazione privata! La sollecitazione da calpestio è previsto sia al massimo grado (molte persone entrano ogni giorno, magari con le scarpe sporche: la sporcizia è un potente abrasivo!) – le sollecitazioni meccaniche previste sono altresì elevate (ad esempio, è probabile vengano utilizzati carrelli per la pulizia), la presenza d’acqua è intensa e costante (soprattutto perché le pulizie sono effettuate con frequenti lavaggi a umido), e la presenza di prodotti chimici abituale – tipicamente i detergenti e i disinfettanti aggressivi utilizzati nelle pulizie.

Nessuno dei due ipotetici prodotti dell’esempio precedente sarebbe adeguato per questa destinazione: le caratteristiche tecniche richieste in questo caso sono molto selettive rispetto ai prodotti che è possibile utilizzare. Nel catalogo di Novoceram non manca comunque la possibilità di scegliere: tutti i prodotti della gamma Projet in gres porcellanato tecnico e la quasi totalità dei prodotti della gamma Charme in gres porcellanato colorato in massa potrebbero essere utilizzati in questa situazione.


La certificazione delle piastrelle in ceramica

Tutte le piastrelle in ceramica sono classificate al massimo livello di resistenza sia per il parametro E (acqua) che per il parametro C (attacco chimico). E’ una buona notizia. Se si sceglie un pavimento in gres porcellanato o in monocottura non ci si deve preoccupare di questi parametri: vanno tutti bene.

La differenza c’è invece nei primi due parametri: P (sollecitazioni meccaniche) e – soprattutto – U (usura da calpestio).

Per quanto riguarda la resistenza alle sollecitazioni meccaniche (P), nelle piastrelle questa dipende sia dallo spessore della piastra (più è elevato, maggiore è la resistenza), sia dalle dimensioni della stessa (più è grande, minore è la resistenza).

La quasi totalità delle piastrelle di Novoceram tuttavia ha una classificazione uguale o superiore a P3, il che significa che tutte possono essere normalmente utilizzate in situazioni a carico anche relativamente elevato: secondo la norma, nei locali classificati P3, vengono normalmente utilizzate sedie su ruote (uffici) e carrelli di trasporto e di pulizia manovrati a mano (esclusi transpallet). Nei locali P4 circolano normalmente carrelli pesanti o sono utilizzate macchine per la pulizia pesanti e sono comunque sottoposti regolarmente a choc meccanici elevati. Anche in questi casi estremi tuttavia possono essere utilizzate praticamente tutte le piastrelle in gres tecnico o colorato in massa di formato uguale o inferiore a 60×60 cm.

Per quanto riguarda la resistenza all’usura da calpestio la situazione è più differenziata: tutte le piastrelle in gres porcellanato tecnico sono U4. Tra quelle in gres porcellanato colorato in massa, molte sono U4, altre U3. Le piastrelle in gres porcellanato smaltato sono al massimo U3s.

Contrariamente ai parametri P, E e C, che dipendono soltanto da caratteristiche fisiche del prodotto, U è strettamente legato all’aspetto estetico della superficie del prodotto, alla resistenza specifica della superficie e alla coerenza tra questa e la massa sottostante. I test – diversi a seconda della tipologia delle piastrelle – sono tutti studiati per sottoporre la piastrella a un ciclo di sollecitazioni paragonabile a quello che subirebbe in anni di utilizzo in opera e valutarne la resistenza.

A priori, le piastrelle più performanti sono quelle in gres porcellanato tecnico a tutta massa: la superficie è particolarmente resistente, inoltre tutta la massa della piastrella è identica alla superficie, quindi anche una lieve usura risulta praticamente impercettibile.

Novoceram tuttavia lavora costantemente per studiare materie, impasti e superfici che garantiscano una resistenza all’usura tale da garantire la classificazione U4 anche in piastrelle decorate. Oggi la maggior parte delle piastrelle in gres porcellanato colorato in massa della gamma Charme può garantire una resistenza all’usura da calpestio di livello U4, la stessa dei prodotti tecnici non decorati, unitamente a una ricchezza estetica, una varietà di superfici e una possibilità di scelta davvero molto ampie.

Come scegliere

Ma allora, perché non scegliere sempre un prodotto U4P4E3C2 in tutte le situazioni e stare tranquilli? Spesso, semplicemente, non è necessario scegliere un prodotto ultraprestazionale. Un prodotto smaltato dallo smalto lucido e uniforme, classificato tipicamente U3, è perfettamente adeguato per l’utilizzo in ambiente domestico interno e può essere più economico (o semplicemente piacervi di più) di un articolo U4 di alta gamma. Certo, in un aeroporto si rovinerebbe troppo velocemente, ma in un’abitazione privata rimarrà come nuovo per molti anni. La norma UPEC classifica infatti tali locali al massimo U2sP2E1C0.

Quali prodotti di Novoceram sono certificati?

Sfogliando il catalogo di Novoceram ci si accorge che non tutti i prodotti hanno una certificazione UPEC. Perché alcuni articoli non sono certificati? Ci possono essere diverse ragioni:

La certificazione UPEC riguarda soltanto i prodotti da pavimento. I prodotti destinati esclusivamente al rivestimento murale non sono quindi certificati.

Le piastrelle lappate o levigate non sono certificate. La lucidatura della superficie del prodotto cotto (lappatura o levigatura) avviene mediante un trattamento meccanico per mezzo di spazzole abrasive: la piastrella così trattata ha caratteristiche tecniche inferiori sia in termini di resistenza all’usura da calpestio (una minima perdita di lucentezza è immediatamente rilevabile per confronto con la superficie circostante), sia in termini di resistenza all’attacco chimico. Nonostante tali piastrelle siano normalmente utilizzate – con le dovute precauzioni – in ambienti commerciali e domestici, Novoceram ha scelto di non certificarli UPEC.

– Fino al 2013 non era possibile far certificare piastrelle che avessero un rapporto tra lato lungo e lato corto superiore a 3. Questo faceva sì che tutti i prodotti nei formati 15×90 e 22,5×90 (tipicamente, le serie di legno ceramico) non potessero essere certificati. Oggi la normativa è stata modificata e la certificazione per questi articoli è finalmente possibile.

– In altri casi, la certificazione UPEC di un articolo non è disponibile semplicemente perché il processo di certificazione è in corso di svolgimento. Tale procedimento può richiedere diversi mesi e comunque non è consentito pubblicare informazioni UPEC di articoli per i quali non si sia ancora in possesso del certificato ufficiale rilasciato dal CSTB: mentre in passato era tollerata l’indicazione delle classi UPEC rivendicate sulla base di test effettuati dai laboratori interni, da qualche anno ormai nessuna forma di autocertificazione è più consentita.

In conclusione

Far classificare un prodotto secondo gli standard UPEC, sebbene non sia obbligatorio, significa dare al cliente la possibilità e la garanzia di scegliere un prodotto appropriato alla destinazione d’uso. Da una parte, egli sarà certo di adottare un prodotto che resisterà molti anni inalterato alle sollecitazioni cui sarà sottoposto in opera; d’altra parte, non sarà spinto a scegliere un prodotto con prestazioni tecniche non necessarie per la situazione d’uso (e magari inutilmente costoso), rinunciando magari a particolari caratteristiche estetiche.

 

NOTE
1. ^ In realtà in alcuni casi i caratteri possono essere più di 8 (alcune classificazioni prevedono un “+” o una “s” accanto al numero)

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